Francesca Menarini: "Orgogliosa di presentare Colomba" Il Presidente Francesca Menarini ha presentato il nuovo allenatore del Bologna, Franco Colomba.
"Ieri sera abbiamo preso in grande serenità una decisione dolorosa e condivisa, che non ha lasciato e non dovrà lasciare strascichi polemici, dato che ci siamo lasciati con una stretta di mano: quella di esonerare un professionista che ci ha permesso di rimanere in Serie A. La mia e la nostra stima per Papadopulo c'era prima, c'è oggi e ci sarà domani: lo stimo dal punto di vista umano e professionale, ma questo è un capitolo chiuso. Oggi sono orgogliosa di presentarvi il nuovo allenatore del Bologna, Franco Colomba, un uomo di grande esperienza che ha maturato oltre vent'anni di carriera da allenatore. Inoltre, Colomba è un bolognese, un uomo che ha Bologna e il Bologna nel cuore, prima da calciatore e oggi anche come allenatore".
Perché avete deciso di esonerare Papadopulo?
"Ripeto che ci siamo lasciati in grande serenità con una stretta di mano. Aldilà dei risultati e dei punti in classifica, che sono pochi (sei punti non sono un bottino sufficiente per una squadra che voglia salvarsi non all'ultima giornata: da questo organico mi aspettavo di più avere più punti in classifica), e aldilà anche delle ultime partite (non posso imputare a Papadopulo la sconfitta nel recupero a Napoli, dopo una partita ben giocata e costellata dalla sfortuna, se è vero che fino a venti minuti dalla fine avevamo in tasca tre punti), abbiamo cercato di analizzare la situazione a trecentosessanta gradi, non fermandoci solo sui risultati e sui punti in classifica: non abbiamo più ritenuto che Papadopulo potesse rappresentare il futuro per il Bologna. Una certa mancanza di sintonia con la società esisteva e probabilmente era latente, ma non era emersa prima qualche dichiarazione del mister domenica sera dopo la partita: uno sfogo a caldo che mi ha fatto riflettere. La giornata di lunedì l'abbiamo dedicata alla riflessione sul rapporto tra Papadopulo e la società: ci siamo riuniti, abbiamo chiesto a Salvatori di rientrare dalla Grecia, ci siamo confrontati, abbiamo trovato una condivisione e siamo giunti alla decisione di esonerare Papadopulo, decisione presa dalla famiglia Menarini assieme al nostro direttore sportivo".
Ha avuto l'impressione che la squadra fosse in difficoltà al punto di necessitare di una svolta radicale?
"Non ho parlato di questo: per il potenziale dimostrato in più partite dalla squadra si sarebbe potuto fare di più, ma abbiamo analizzato la situazione a trecentosessanta gradi e abbiamo ritenuto che Papadopulo non potesse più rappresentare il futuro del Bologna. Oggi il futuro si chiama Colomba, una scelta che abbiamo ritenuto giusta dal punto di vista tecnico, umano e affettivo".
di Paolo Villani
Colomba: "Bologna, casa mia" Queste le prime parole di Franco Colomba da allenatore del Bologna.
"Trovo molto bello iniziare questa avventura nella città mia e dei miei figli. Per anni è stato speso spesso accostato il mio nome alla panchina del Bologna ma onestamente non ci speravo più: questa chiamata è stata un fulmine a ciel sereno, una cosa inaspettata e di grande importanza per me. Il Bologna è la società che mi ha visto nascere, crescere e anche morire come giocatore, poi ho avuto la forza di rialzarmi. So che questa è una piazza che si aspetta sempre molto dalla propria squadra e la responsabilità che mi sono presa è importante; forte di questa voglia che ho di fare qualcosa di importante per la mia città, credo e spero di raggiungere l'obiettivo della salvezza".
Ha fatto riferimento alla disavventura che lo coinvolse nel 1980, quella del Calcioscommesse.
"Quando si fa parte di una squadra, si segue l'onda del gruppo e, in particolare, quando determinate situazioni capitano a un ragazzo di 23 anni (come nel mio caso), con un compagno più vecchio di te (ma con meno senso di responsabilità) a gestire queste situazioni, ecco che il gruppo prende possesso del singolo e va avanti per la sua strada. Devo dire che questo è stato un episodio unico in tutta la mia vita, l'ho cancellato immediatamente ed è anche stato di grande insegnamento per me, come uomo e come allenatore. Ringrazio, anzi, che in quel periodo la situazione sia venuta subito a galla, prima che ci fosse il tempo di commettere altri sbagli. Specifico comunque che i tre mesi di squalifica che ho avuto sono dovuti al fatto di aver dato dello scorretto a un giudice, non per responsabilità importanti da pare mia. Io ho voltato pagina e la mia carriera successiva parla per me: sono stato capitano ad Avellino (e per un bolognese non è semplice) e gli allenatori avuti in quel contesto mi portano grande rispetto e stima; Bianchi mi disse che su di me aveva sentito raccontare cose folli, segno che quando si vuole distruggere una persona non si va tanto per il sottile; ma questa persona si è rialzata, ha combattuto, lottato e vinto da giocatore e da allenatore".
Teme che una parte della tifoseria rossoblù possa esserle avversa?
"So soltanto che nella vita, come nello sport, nel calcio e in qualsiasi professione, inizialmente non si può godere della fiducia totale da parte di tutti. Io sono nato nel Bologna e in questa tifoseria, con la quale mi identifico al cento per cento, in particolare con quei tifosi che desiderano raggiungere i risultati. Tant'è vero che l'accordo che ho con la società è fino a giugno: non voglio essere di peso a nessuno e voglio essere apprezzato per quello che faccio".
Come valuta il Bologna visto in queste prime otto giornate?
"Questa è una squadra che potenzialmente si può giocare le sue chance nella fascia di propria competenza. Ci sono realtà più importanti a livello tecnico, non possiamo nascondercelo, ma anche queste squadre si possono affrontare con fiducia, senza fasciarsi la testa prima di rompersela: il buon risultato ottenuto in casa della Juventus lo dimostra. Nessuno ha la bacchetta magica, ma ho visto tante volte il Bologna e penso di avere qualche idea, che chiaramente dovrò verificare sul campo; di sicuro voglio provare di migliorare la circolazione della palla e anche l'efficacia in fase di realizzazione".
Potrebbe rivalutare la posizione di Marazzina, fin qui non utilizzato e che lei in passato ha allenato a Reggio Calabria?
"Io ho a disposizione un organico che voglio sfruttare al meglio e Marazzina è un giocatore che ne fa parte, un giocatore del Bologna".
Prenderà in considerazione anche i giovani che ci sono in rosa?
"Ieri abbiamo parlato anche di questo con la proprietà. L'anno scorso ad Ascoli (ma mi era già successo anche a Reggio) penso aver raggiunto tutti gli obiettivi a trecentosessanta gradi: la valorizzazione giovani, l'obiettivo tecnico e quello economico. Non capita tutti gli anni di centrarli tutti e tre (ovviamente non ci sono riuscito da solo e anzi ringrazio l'Ascoli per avermi dato quella possibilità), ma nell'anno del Centenario del Bologna mi sento addosso la forza di tutti gli anni che ho trascorso qui da giocatore per cercare di raggiungerli anche in questa società".
di Paolo Villani

Per una magia così,dice,val la pena vivere.
CITAZIONE
"Tutto quello che voglio ora è pensare alla vita. Puoi venire con me, se vuoi."
"La vita? è un attimo.Quindi fai in modo che arda con la fiamma più viva"
"La puntualità è ladra del tempo."
By Lord Henry Wotton colui che "passa le giornate a dire cose incredibili e le serate a fare cose improbabili".
Oscar Wilde-Il ritratto di Dorian Gray.
11.04.09-14.05.09 Grazie Marco
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Laura Pausini 7 Dicembre-Firenze GRAZIE.